Un monito di alcuni eminenti economisti sulla insostenibilità tecnica dell’euro.

” […] proseguendo con le politiche di “austerità” e affidando il riequilibrio alle sole “riforme strutturali”, il destino dell’euro sarà segnato: l’esperienza della moneta unica si esaurirà, con ripercussioni sulla tenuta del mercato unico europeo. In assenza di condizioni per una riforma del sistema finanziario e della politica monetaria e fiscale che dia vita a un piano di rilancio degli investimenti pubblici e privati, contrasti le sperequazioni tra i redditi e tra i territori e risollevi l’occupazione nelle periferie dell’Unione, ai decisori politici non resterà altro che una scelta cruciale tra modalità alternative di uscita dall’euro”.

È questo il “monito” lanciato da un gruppo di autorevoli economisti europei e americani appartenenti a diverse scuole di pensiero, con un articolo pubblicato dal Financial Times il 23 settembre scorso. Promosso dagli italiani Emiliano Brancaccio e Riccardo Realfonzo (Università del Sannio), il documento è firmato, tra gli altri, da Philip Arestis (University of Cambridge), Wendy Carlin (University College di Londra), James Galbraith (University of Texas), Mauro Gallegati (Università Politecnica delle Marche), Eckhard Hein (Berlin School of Economics and Law), Alan Kirman (University of Aix-Marseille), Jan Kregel (ex capo dell’ufficio Finanziamenti per lo sviluppo dell’ONU), Heinz Kurz (University of Graz), Dimitri Papadimitriou (presidente del Levy Economics Institute), Dani Rodrik (School of Social Science, Princeton), Willi Semmler (New School, New York), Tony Thirlwall (University of Kent).

 

 

Fonte: Il “monito degli economisti”

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